Continua l’iniziativa “Charity’s moment” per promuovere la cultura della carità tra i più piccoli

É in corso l’iniziativa Charity’s moment, organizzata dalla Caritas di Cagliari attraverso il Laboratorio diocesano di promozione Caritas, in collaborazione con la Pastorale giovanile: si tratta di un progetto di “pastorale integrata”,  finalizzato a rafforzare la cultura della carità tra le nuove generazioni, grazie al potenziamento del rapporto tra gli animatori degli oratori estivi e quelli delle Caritas parrocchiali e dei gruppi caritativi.

Nell’ambito degli incontri organizzati finora dall’attivazione del progetto (inizi luglio), l’équipe – composta da un gruppo di giovani volontari che hanno svolto il servizio civile nella Caritas diocesana negli anni precedenti – ha incontrato oltre un centinaio di animatori di sette oratori della Diocesi (quelli delle parrocchie S. Pietro Apostolo a Monastir, S. Salvatore a Selargius, Madonna di Lourdes a Capoterra-Poggio dei Pini, S. Eulalia e S. Paolo a Cagliari; quelli del Centro delle suore salesiane a Sanluri e del Seminario Arcivescovile di Cagliari): circa 340 i destinatari, tra bambini della scuola elementare e ragazzi delle scuole medie.

Obiettivo del progetto, coniugare l’animazione alla carità con quella giovanile, partendo dai percorsi attivati dal Laboratorio diocesano di promozione Caritas: «Durante gli incontri – spiega la referente dello stesso Laboratorio Giada Melis  – abbiamo cercato di promuovere la cultura della carità tra i più piccoli, partendo dall’esperienza della mostra fotografica Segni tangibili di speranza organizzata durante l’anno, composta da foto rappresentanti gesti concreti di solidarietà portati avanti da diverse realtà diocesane: segni “tangibili” che i bambini riescono a comprendere proprio per la loro concretezza. Durante gli incontri, ognuno di loro sceglie la foto preferita e, a sua volta, la realizza con l’ausilio di strumenti semplici, caratterizzati da “arte povera” ed ecosostenibile, in modo da realizzare una mostra fotografica anche nel proprio oratorio». Il bilancio è molto positivo «sia per la collaborazione attivata con gli animatori degli oratori – conclude la referente –  sia per l’entusiasmo dei bambini e ragazzi, grazie a un “allenamento del cuore” alla carità, come lo definiscono gli stessi animatori, attraverso la concretezza dei gesti rappresentati. L’obiettivo è continuare a promuovere iniziative che permettano un’attenzione specifica verso i luoghi di carità decentrati nelle singole parrocchie».

Maria Chiara Cugusi – servizio comunicazione Caritas

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