Presentato il progetto “IO, TU”: il teatro per promuovere una società inclusiva

Presentato stamattina al Teatro Sant’Eulalia di Cagliari il progetto multiculturale “IO, TU” dello SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) San Fulgenzio – Comune di Quartu Sant’Elena gestito dalla Fondazione Caritas San Saturnino, braccio operativo della Caritas diocesana di Cagliari.

«Occorre cogliere la mobilità umana come un’opportunità di incontro tra popoli, culture, continenti – ha sottolineato il direttore della Caritas diocesana don Marco Lai – : lo facciamo come Chiesa cattolica, nella sua dimensione universale, per costruire un presente in cui ci sia spazio per tutti». E la Sardegna, ha auspicato il direttore, «deve recuperare la sua centralità nel Mediterraneo per cogliere questa opportunità di costituire un luogo di incontro». Si tratta di «uno dei tanti progetti promossi dalla nostra Caritas che permettono di andare oltre l’emergenza, consentendo agli immigrati di farsi conoscere, raccontare le loro storie, far emergere le loro capacità e potenzialità: attraverso l’arte, il teatro si possono attivare percorsi di inclusione e si può costruire una cultura nuova, inclusiva».

Al centro dell’esibizione dei giovani migranti accolti nello Sprar, una prova aperta dello spettacolo finale che sarà realizzato a giugno in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, le emozioni universali di un’umanità in viaggio. «Il Progetto nasce dall’esigenza di conoscere i nuovi abitanti del territorio – spiega il regista Karim Galici – ; il punto di partenza è lavorare con i rifugiati, per poi aprirci all’intera comunità: nello spettacolo finale intendiamo coinvolgere anche sardi e immigrati di varie nazionalità. Lavoriamo con persone che si avvicinano al teatro per la prima volta, e che, attraverso questa forma d’arte, esprimono loro stessi e la loro cultura, che entra così in equilibrio con la nostra».

Alla base «la convinzione – aggiunge Stefania Russo, coordinatrice dello Sprar San Fulgenzio – che bisogna comunicare, parlare di immigrazione, superando luoghi comuni, valorizzando le diversità delle culture e la ricchezza umana che queste persone portano nella comunità. Lo SPRAR, in quanto seconda accoglienza, consente di realizzare percorsi realmente inclusivi come questo». Presente anche il sindaco di Quartu Sant’Elena Stefano Delunas che ha ribadito l’impegno della città di Quartu, in prima linea nell’accoglienza.

 

 

 

 

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