Servizio gestione Affidati alle misure alternative

Sta procedendo in Caritas, in sinergia con l’Uepe, l’USSM, il Tribunale e le forze dell’Ordine, il Servizio di gestione delle misure alternative alla detenzione, progetto nato alcuni anni fa, dalla collaborazione tra la Caritas di Cagliari, il Tribunale e l’UEPE di Cagliari, al fine di dare esecuzione alla normativa sui “lavori di pubblica utilità” (oggi arricchito ulteriormente dalla normativa che ha introdotto l’istituto della messa alla prova per adulti) e sul volontariato riservato a chi, sia in condizione detentiva che non detentiva, è ammesso a svolgerlo. Quanto sopra nasce dalla consapevolezza dell’importanza del reinserimento nella comunità civile di persone (la cui esecuzione di misure penali non desta particolare allarme sociale) che manifestano concreta volontà di reinserimento sociale, consentendo altresì loro di porre in essere azioni di carattere risarcitorio, tramite un programma di trattamento elaborato dall’ Ufficio di Esecuzione Penale Esterna col consenso dell’interessato. A ciò si aggiunge l’esigenza forte di deflazionare il carico giudiziario e di ridurre la presenza dei detenuti negli istituti penitenziari, riservando questi ultimi a coloro che eseguono pene gravi e con necessità di un periodo di restrizione per motivi di sicurezza. Normalmente, coloro che si rivolgono a noi hanno vissuti di particolare disagio sociale e familiare e vivono, o hanno da sempre vissuto situazioni di particolare fragilità. Non si tratta di essere buonisti, ma di valutare seriamente anche quali problematiche possono nascere dal vivere in certi contesti e in certe realtà, specie da quando si è piccoli o giovanissimi, talvolta senza risorsa alcuna.

La nostra convinzione è che, se esiste anche una sola possibilità di cambiamento dello stile di vita di un individuo che ha commesso degli errori, anche tali da entrare in un circuito penitenziario, ciò può essere possibile e realizzabile solo dandogli fiducia e opportunità, la possibilità concreta di ricominciare. Per chi crede, in contrapposizione al sistema sanzionatorio tradizionale, ad un sistema sanzionatorio improntato alla “risocializzazione”, l’esecuzione penale esterna costituisce davvero un’opportunità e uno strumento di riscatto sociale, opportunità non solo per la persona ma per l’intera società che si troverà a ri-accogliere individui che, verosimilmente, saranno più motivati e non delinqueranno più. Le statistiche confermano ampiamente che la recidiva segue spessissimo a periodi di detenzione e a vissuti in contesti di tipo punitivo-restrittivo tendenti, di fatto, a negare la dignità della persona; il carcere, come riferito spesso dagli stessi detenuti, anche purtroppo per le modalità concrete in cui è organizzato, tende ad esasperare, inasprire e incattivire chi lo popola, svolgendo una funzione essenzialmente negativa. Chi è ristretto o lo è stato ci confida spesso che, in carcere, ha visto ed imparato cose peggiori di quelle commesse e che ce lo hanno condotto. Il nostro auspicio non è l’ “abolizione del carcere” tout court, ma che la carcerazione, che peraltro grava anche economicamente in modo spaventoso sulla collettività (pensate che un detenuto pare “costi” alla collettività medesima intorno ai € 150 al giorno), divenga davvero l’extrema ratio riservata ai casi in cui, concretamente, non risulti applicabile lo strumento della misura alternativa.

Il lavoro di pubblica utilità si concretizza nello svolgimento di attività non retribuita nel campo dell’assistenza sociale e dei servizi di pubblica utilità. La sinergia tra i vari enti coinvolti (Caritas Uepe, Ussm, Serd, Forze dell’Ordine e Servizi Sociali Territoriali) risulta essere fondamentale per la messa in pratica e la riuscita del progetto.

I Servizi in cui i volontari prestano il loro prezioso apporto sono: la cucina per la mensa dei poveri, la mensa, l’ambulatorio, il centro diocesano di assistenza di via Po in Cagliari, il magazzino della cucina, l’accoglienza di persone con fragilità, il giardinaggio (in particolare i ragazzi stanno proseguendo la valorizzazione e la cura del parco della Villa Asquer in Cagliari), l’attività di ripristino e manutenzione dei beni in dotazione e/o di proprietà della Caritas, il Centro Cottura Caritas sito in Settimo San Pietro, i servizi di accoglienza per i profughi siti nelle varie località in Cagliari e provincia e, all’uopo, al porto di Cagliari, e ogni altra attività di lavoro di pubblica utilità connessa alla professionalità degli interessati e agli obiettivi della Fondazione, da eseguire presso gli ambiti lavorativi già individuati e in altri di cui la fondazione si potrà occupare in futuro.

In una relazione viva e dinamica, “volontari” accanto a volontari ed operatori, con entusiasmo, spirito di collaborazione e di servizio reciproco, si può trasformare l’esecuzione di una misura alternativa in una occasione di risalita e di riscatto sociale. Ruolo determinate e prezioso svolgono i nostri collaboratori e referenti che contribuiscono a valorizzare ciascuno e a creare un’atmosfera che gli stessi ragazzi definiscono spesso “familiare”, indispensabile anch’essa per l’esito positivo della misura.

Referenti: Giampaolo Bernardini e Silvia Piras

Sede operativa: Viale S. Ignazio 88 – Cagliari c/o Centro Comunale di Solidarietà.

Orari di apertura: previo appuntamento.

Sede degli interventi: Casa circondariale di Uta

Indirizzi mail: giampaolobernardini@libero.it; studiolegaleavv.piras@gmail.com

misurealternative@caritascagliari.it

Recapiti telefonici: 3289747069- 3408442560