Bilancio positivo per l’esperienza “D’Istanti solidali” conclusa ieri

Bilancio molto positivo per l’esperienza “D’Istanti solidali ” conclusa ieri sera con un momento di condivisione e con la celebrazione eucaristica: essa si è articolata in due moduli di attività di servizio e formazione che hanno visto, complessivamente, un centinaio di partecipanti. «Nonostante le restrizioni correlate al Covid-19 – spiega il direttore della Caritas diocesana don Marco Lai – che hanno visto l’attività solo diurna e non h 24, possiamo dire di aver raggiunto l’obiettivo di accogliere tanti giovani, quest’anno, a differenza degli anni precedenti, tutti locali, e ciò ha assunto un valore in sé per sé: evidentemente era nelle loro aspettative questa proposta da parte della Chiesa diocesana. È stata, un’esperienza di “pastorale integrata”: abbiamo avuto, come sempre, la collaborazione della Pastorale giovanile, di quella vocazionale, dei padri saveriani e di altre realtà ecclesiali impegnate nella missionarietà e nella mondialità. Ciò significa che oggi più che mai abbiamo l’opportunità – attraverso questa e le altre iniziative che promuoviamo durante l’anno – di parlare della proposta cristiana, del Vangelo, di Gesù, di un mondo possibile, più giusto alla luce del Regno di Dio». Il tutto, continua il direttore, «in un criterio dove i giovani, grazie alla loro agilità mentale, riescono a capire realmente che la persona è fatta di tante dimensioni, e che la piena realizzazione nella propria vita è possibile solo se si tiene conto di questa pluralità di dimensioni: quella personale, interiore, spirituale, morale, la preghiera, ma anche la formazione, il confronto con una parola autorevole e importante come quella del Vangelo, il servizio e le relazioni, in una dimensione di apertura alla conoscenza dell’altro»

Tra i servizi, quello nel Centro di accoglienza per senza dimora di via Ospedale, dove alcuni giovani hanno sistemato la biblioteca, quello nella struttura di Villa Asquer dove i ragazzi hanno partecipato, insieme agli ospiti, ad alcuni momenti di formazione e riflessione sulla povertà estrema e sull’impegno della Caritas verso i senza dimora, quello nella Cucina e nel magazzino viveri della Caritas; ancora, quello nel Centro dei missionari saveriani, dove alcuni dei giovani hanno sistemato il parco dello stesso Centro. «Un’esperienza che permette il contatto tra ragazzi di diverse nazionalità, in un confronto di culture e scambio reciproco  – sottolinea padre Gianni Zampini, superiore della comunità dei missionari saveriani di Cagliari – . Quest’anno abbiamo inserito tra i servizi la sistemazione del nostro parco, una scelta ancora più significativa alla luce dell’invito di Papa Francesco – a cinque anni dall’Enciclica Laudato si’ – ad avere ancora più cura dell’ambiente, la nostra “casa comune” ».

Inoltre alcuni ragazzi hanno pitturato una cancellata del Seminario arcivescovile nello spazio destinato a diventare un punto ristoro della Pastorale giovanile. «Insieme a tanti ragazzi in questi giorni ci siamo spesi nella dimensione del servizio- spiega don Francesco Deffenu, direttore della Pastorale giovanile diocesana-: Gesù ha dato la sua vita per noi, dunque anche noi vogliamo “dare la nostra vita” per i nostri fratelli mettendoci in gioco con concretezza. Diverse le provenienze dei partecipanti che ci aiutano a vivere la cattolicità della Chiesa e il suo ampio respiro universale. Credo che sia una esperienza da valorizzare sempre di più perché l’ambito della carità, nutrito dalla preghiera, possa essere sempre più significativo tra i giovani».

Tra i momenti più significativi, le celebrazioni eucaristiche presiedute dall’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi e la visita alla Caritas della Parrocchia San Giovanni Battista di Pula, con i saluti del parroco don Marcello Loi, della sindaca Carla Medau e con la presentazione della stessa Caritas parrocchiale a cura del referente Luciano Caocci. Come spiegato da quest’ultimo essa è stata creata dieci anni fa per rispondere ai bisogni del territorio: tra le attività, il Centro d’ascolto e il progetto di mobilità garantita “Amico bus”, portato avanti in collaborazione con il Comune e con la PMG Italia (società curatrice dello stesso progetto nelle diverse regioni italiane) e finalizzato all’accompagnamento di persone disabili, anziane e svantaggiate nei centri di aggregazione del territorio, alle celebrazioni eucaristiche, al mare, in diverse manifestazioni a seconda delle necessità: oltre 3.000 le persone destinatarie dal 2017 (anno di attivazione) alla fine del 2019, 40.000 i km percorsi; dopo un’interruzione durante il “lockdown” il servizio è ripreso regolarmente da circa un mese. Durante la pandemia, la Caritas parrocchiale ha continuato a garantire costantemente l’attività di ascolto e la consegna di pacchi viveri a domicilio (la mattina, dal lunedì al sabato): circa 300 le famiglie aiutate nel periodo marzo-maggio 2020, tra cui anche alcune che non si erano mai rivolte prima alla Caritas, segnalate dai servizi sociali. Il tutto grazie a un importante contributo del Comune e alle donazioni da parte di aziende agricole del territorio e di albergatori. Tra le altre attività, la raccolta alimentare organizzata ogni anno per due giorni consecutivi nel mese di novembre, la partecipazione al “Gazebo della solidarietà” nel mese di dicembre, il “Cesto della solidarietà” allestito in alcuni supermercati in cui vengono raccolti i beni di prima necessità che ogni settimana vengono ritirati dai volontari della Caritas parrocchiale e distribuiti ai bisognosi; a ciò si aggiunge la collaborazione con alcuni esercizi commerciali che donano i pasti cucinati e non venduti. Nei dieci anni di attività circa 13mila le persone complessivamente aiutate; in tutto, una decina i volontari (che hanno seguito per alcuni mesi i percorsi formativi organizzati dalla Caritas diocesana), a cui se ne aggiungono altri 20 che collaborano in occasione di particolari iniziative solidali.

Maria Chiara Cugusi, servizio comunicazione Caritas

 

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