Caritas. Quarta comunicazione volta al contenimento della diffusione del coronavirus

Ai referenti dei Servizi Caritas Diocesana

Ai referenti delle Caritas Parrocchiali e dei Gruppi Caritativi Parrocchiali

Ai referenti delle Associazioni di Volontariato aderenti alla Consulta Diocesana

Cagliari, 14 marzo 2020

OGGETTO: Quarta comunicazione volta al contenimento della diffusione del Coronavirus

Carissimi,

il peggiorare della situazione del nostro paese che ha portato le autorità a introdurre progressive restrizioni con l’obiettivo di contrastare la diffusione del virus e sostenere l’impegno degli operatori della sanità e della protezione civile, ci richiama tutti ad assumere comportamenti responsabili verso noi stessi e verso gli altri.

Il nostro Arcivescovo Mons. Baturi, per primo, ci richiama tutti a seguire scrupolosamente le indicazioni della pubblica autorità, proprio perché, mai come in questo momento, le scelte individuali possono incidere sul bene della collettività.

Ma ci invita anche a rimanere saldi nella fede e nella preghiera, per chiedere, con l’intercessione dei Santi, che sia lenito il dolore di chi soffre; che possano guarire i nostri ammalati.

Ancora una volta mi preme ringraziarvi tutti per quello che avete potuto fare fino ad ora, e che potrete continuare a fare, sempre conciliando la necessità di rimanere a casa e l’esigenza di non lasciare solo chi è più in difficoltà.

È grazie al vostro impegno e alla vostra generosità che la dimensione cristiana della carità non è venuta meno; state trovando sempre nuove soluzioni, con le massime cautele, per garantire che i servizi essenziali alle persone più fragili restino aperti.

Non eravamo preparati a questa situazione, inedita e forse inimmaginabile, ma di sicuro abbiamo già imparato, attraverso la rapida necessità di mutare i nostri comportamenti, che ogni cosa che facciamo o non facciamo, ha delle conseguenze sugli altri e sul futuro del nostro prossimo.

Con questo nuovo invito alla responsabilità, viste le nuove disposizioni normative, vi rinnovo, di seguito, le indicazioni, già suggerite nei giorni scorsi, rispetto alle modalità più opportune da adottare per garantire, nel limite del possibile, i nostri servizi essenziali.

Disposizioni generali

Ribadisco con forza la necessità di limitare le uscite di casa e di evitare in ogni modo assembramenti, code, soste nelle sale d’attesa, ogni circostanza in cui più persone rimangano a contatto in spazi circoscritti;

Evitare strette di mano, baci e abbracci e curare sempre l’igiene degli ambienti e delle superfici;

Garantire le distanze di sicurezza di almeno un metro tra le persone, nel caso fossero due sarebbe anche meglio;

All’ingresso di ogni servizio, operatori, volontari ed utenti debbono igienizzare le mani mediante soluzioni alcoliche o lavando le mani con acqua e sapone. Lo stesso va fatto al rientro nella propria abitazione;

Se non è possibile garantire per tutto il tempo il mantenimento delle distanze minime, occorre indossare e far indossare la mascherina.

Ricordo ancora una volta che, per quanto riguarda il divieto di spostamenti, per uscire di casa occorre avere comprovati motivi lavorativi, di salute o di necessità. Le autorità possono fermare le persone per far compilare un’autodichiarazione che sotto la propria responsabilità dichiari il motivo. Nel caso dei volontari che si recano o tornano dai servizi, devono indicare “comprovate esigenze lavorative”.

Altre indicazioni

Confermo che, per quanto non vi sia un obbligo espresso, consigliamo, secondo tutte le direttive ministeriali, a tutti i volontari over 65, che non si sentano in piena forma fisica o che per qualche motivo siano anche temporaneamente debilitati, di stare a casa e non recarsi presso la sede del servizio.

Chiediamo ai volontari immunodepressi o con particolari patologie di non recarsi personalmente nei luoghi di servizio.

Altresì ricordiamo che, nel caso di sintomi influenzali, è obbligatorio stare a casa e non presentarsi al servizio per non creare ulteriori disagi e contagi.

I servizi

Voglio precisare che i servizi caritativi continuano svolgere il proprio operato, con tutte le cautele imposte dall’attuale situazione e nel rispetto delle limitazioni e delle prescrizioni normative:

  • La Mensa di Viale Sant’Ignazio continua il suo operare quotidiano;
  • Il Centro Cottura di Settimo San Pietro, continua a preparare e consegnare i pasti alle persone anziane, sole e alle famiglie in difficoltà;
  • Il Centro Diocesano Assistenza continuerà ad operare secondo i consueti turni e orari di apertura;
  • Il Centro di Ascolto Diocesano, garantisce un funzionamento più limitato operando in termini di ascolto telefonico (070381061) ed eventuale appuntamento individuale, al fine di evitare assembramenti nei luoghi di attesa che renderebbero inutili le misure imposte dai provvedimenti governativi.
  • Tante altre realtà presenti nel nostro territorio diocesano, dalle Caritas Parrocchiali al Volontariato della Consulta, continuano, ognuno nei limiti delle proprie possibilità grazie all’impegno di tante persone e nel rispetto delle norme, ad offrire ascolto, servizi, aiuti materiali e conforto a chi ha bisogno.
  • Per quanto concerne gli aspetti sanitari, ricordo che, nonostante l’ambulatorio sia chiuso, i medici volontari (Riferimento dott. Giuseppe Frau 3497501278) sono attivi ed hanno dato disponibilità per consulenze telefoniche, per prescrizioni, per visite urgenti e per la gestione di casi in raccordo con le altre strutture sanitarie.

Aggiungo che, come già comunicato, stiamo provando a costruire un gruppo di volontari (riferimento Angela Marras – numero 3471749866) che possano impegnarsi nel contattare ed incontrare, sempre nei limiti e con tutte le tutele dovute, le persone sole e/o anziane per garantire la consegna dei beni primari al domicilio.

Vi ringrazio tutti ancora una volta, vi assicuro che vi terremo aggiornati e informati rispetto a quanto accade, con la speranza che la responsabilità e il senso civico di ciascuno di noi porti presto a costruire una via di usciata da questo periodo di crisi.

Un caro saluto

Il Direttore della Caritas di Cagliari

don Marco Lai

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