Celebrata stamattina la “Giornata mondiale del rifugiato” organizzata dal SIPROIMI San Fulgenzio

Sono quasi 80milioni i rifugiati nel mondo secondo il recente rapporto dell’UNHCR, 10 milioni in più rispetto al 2018, più dell’1 per cento della popolazione mondiale.
In Sardegna, dal 2014 al 2017 sono arrivate oltre 16mila persone, di cui più di 1400 sono state accolte dalla Caritas; 988 i richiedenti asilo presenti attualmente nei CAS (Centri di accoglienza straordinaria) in Sardegna, di cui oltre 500 nella provincia prefettizia di Cagliari, dove si contano 25 strutture attive: tra queste anche i tre Centri gestiti dalla Caritas diocesana che accolgono complessivamente 78 persone (ovvero il 15 % circa dei richiedenti asilo presenti nel territorio cagliaritano). Inoltre, nella stessa provincia, sono circa un centinaio i titolari di protezione internazionale, accolti nei centri SIPROIMI (ex SPRAR): tra questi anche il SIPROIMI San Fulgenzio del Comune di Quartu Sant’Elena, gestito dalla Caritas diocesana attraverso il suo braccio operativo, la Fondazione Caritas San Saturnino, che accoglie 17 persone.

I dati sono stati illustrati stamattina nell’aula consiliare del Comune di Quartu Sant’Elena in occasione della “Giornata mondiale del rifugiato”, organizzata dallo stesso SIPROIMI San Fulgenzio, dalla Caritas diocesana e dal Comune di Quartu. Un momento per riflettere sull’accoglienza, nonostante la pandemia, rispondendo all’invito di Papa Francesco a «non dimenticarci degli uomini che soffrono nelle diverse latitudini», come richiamato dall’arcivescovo di Cagliari mons. Giuseppe Baturi, che, commentando i dati ONU, ha detto: «Un’emergenza che interpella ciascuno, ma mostra anche la capacità della nostra società di evolversi in senso di accoglienza, integrazione, rispetto per la storia di ogni uomo. La Chiesa è interessata ad accogliere ogni uomo perché vi vede riflesso il volto di Cristo, ogni uomo è da amare, accogliere, integrare, accompagnare nel suo futuro. L’arcivescovo ha ricordato anche la «volontà della Chiesa di instaurare rapporti costruttivi con le autorità civili con l’obiettivo di accogliere e costruire nuove fasi della nostra civiltà».

Qui dunque si inserisce l’azione della Chiesa cattolica, «una Chiesa universale senza frontiere – come richiamato dal direttore della Caritas don Marco Lai-, che porta avanti diverse progettualità, grazie al coinvolgimento attivo delle comunità locali». L’importanza della rete e il valore dell’accoglienza sono stati richiamati anche dal prefetto di Cagliari Bruno Corda, dal direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes, padre Stefano Messina, e dal Sindaco di Quartu Stefano Delunas, che ha ricordato l’importanza della «catena di solidarietà che ha contribuito alla costruzione di quella Quartu solidale che anche oggi in tempo di pandemia si sta dimostrando vicina alle persone bisognose».
Protagonisti della Giornata i ragazzi accolti nell’ambito del SIPROIMI (ex SPRAR) San Fulgenzio. Punto di forza, come sottolineato dalla coordinatrice Anna Puddu, la possibilità di garantire un’accoglienza diffusa, caratterizzata da piccoli numeri basata su un percorso strutturato che consente il raggiungimento dell’autonomia, a iniziare dall’opportunità di svolgere tirocini miranti a favorire l’inserimento professionale. Per i beneficiari, lezioni di lingua italiana e una serie di attività formative e laboratoriali, oltre che percorsi finalizzati all’inserimento professionale. Durante l’emergenza Covid-19, alcune attività sono state rimodulate, e sono stati attivati alcuni moduli specifici finalizzati a spiegare le norme relative al contenimento della pandemia.

Maria Chiara Cugusi

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