Attivate le accoglienze “emergenza freddo” della Caritas diocesana per le persone senza dimora

Come ogni anno, con l’arrivo dei mesi più freddi, la Caritas diocesana attiva le accoglienze “emergenza freddo” per le persone senza dimora presenti nel territorio diocesano. «Attraverso i nostri progetti – spiega il direttore della Caritas diocesana don Marco Lai –, grazie alla disponibilità dei missionari saveriani, dei padri carmelitani e anche grazie alla collaborazione del volontariato, riusciamo a intervenire a favore di chi vive la strada e chiede aiuto a causa del freddo. Abbiamo già avviato due accoglienze (in tutto una ventina di posti letto): una in collaborazione con i missionari saveriani in via Sulcis, e l’altra con i padri carmelitani in via Malta, entrambe a Cagliari.Certo ciò non risolverà ogni problema di chi è senza casa, però è un contributo che permette a chi vuole uscire dalla strada di ritrovarsi di fronte agli operatori Caritas, a quelli sociali, interagendo con i comuni, con gli enti locali, in modo particolare con il Comune di Cagliari: tutto ciò per provare a ricostruire le storie di queste persone che vengono temporaneamente ospitate, per offrire loro un futuro migliore, magari un rientro in famiglia, un alloggio più stabile, un accesso al reddito di cittadinanza o ai servizi offerti dal Comune». Un’azione «promossa dalla nostra Caritas, che diventa una grande opportunità per queste persone, perché possono essere seguite con maggiore attenzione, ci si può prendere cura di loro e magari realizzare dei progetti che le aiutino a superare in maniera definitiva la loro condizione di marginalità».

Accoglienza “emergenza freddo” via Malta

Quest’azione specifica si inserisce nel più ampio impegno verso i senza dimora portato avanti dalla Caritas diocesana tutto l’anno, con le varie strutture di accoglienza che, complessivamente, permettono di dare ospitalità a una novantina di persone.

Tra queste, anche il Centro di via Ospedale, uno dei fiori all’occhiello dell’accoglienza verso le persone più fragili, inaugurato lo scorso maggio in piena pandemia: 29 posti letto suddivisi in camere doppie, «in cui abbiamo ospitato tante persone che sono riuscite pian piano a riconquistare la loro dignità – spiega il direttore -, a intraprendere percorsi di emancipazione verso una riconquista della propria autonomia». Nel Centro grazie anche al contributo Unicredit, sono stati arredati alcuni spazi dedicati all’accoglienza e una sala multimediale destinata alle diverse attività svolte in tale ambito.

(a cura di Maria Chiara Cugusi – servizio comunicazione Caritas)

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