Ecco le foto vincitrici della seconda edizione del concorso fotografico “Segni tangibili di speranza”

Tre le foto vincitrici della seconda edizione del concorso fotografico “Segni tangibili di speranza”, premiate in occasione del convegno online Giovani e volontariato “La carità, la fraternità, l’amicizia sociale”, organizzato dalla Caritas diocesana, in collaborazione con la Consulta diocesana delle associazioni di volontariato.

«Quest’anno – spiega Filippo Maselli, uno dei responsabili del Centro studi e della progettazione, che si è prestato a guidare la giuria del concorso fotografico, scelta dal Laboratorio promozione Caritas – le foto hanno colto pienamente lo spirito del concorso, ovvero quello di andare oltre il “fare” ed esprimere “l’essere” dell’impegno solidale, ed è stato particolarmente complesso per la giuria arrivare alla graduatoria finale. Da tutti gli scatti emerge come la pandemia non abbia inciso sulle dinamiche solidali ma abbia reso evidente la moltiplicazione degli sforzi a favore degli svantaggiati da parte delle diverse comunità territoriali».

 “La fede, la speranza, la carità; ma di tutte più grande è la carità (1 Cor 13)” dei volontari della Caritas parrocchiale “Nostra Signora delle Grazie” di Sanluri

Al primo posto lo scatto “La fede, la speranza, la carità; ma di tutte più grande è la carità (1 Cor 13)” dei volontari della Caritas parrocchiale “Nostra Signora delle Grazie” di Sanluri, in cui come raccontano loro stessi «Godfroy, postulante parigino dei frati cappuccini di Sanluri, presta servizio nella Caritas cittadina periodicamente insieme ad altri confratelli e volontari a beneficio di tanti assistiti che giornalmente bussano alla porta della parrocchia». Lo scatto è stato premiato dalla giuria perché «rappresenta l’inclusione di persone che vivono la fragilità, attraverso la spazialità di un cortile aperto, che dà il senso di una comunità aperta. In primo piano il volto di un giovane che ha fatto della carità la sua scelta di vita, esprimendola con un servizio semplice e concreto».

“La nostra fede unita alle nostre opere” dei volontari delle Misericordie di Assemini

Al secondo posto, la foto “La nostra fede unita alle nostre opere” dei volontari delle Misericordie di Assemini che raccontano: «Volevamo spiegare cosa è per noi il volontariato …ma forse si capisce senza colori, né divise. Il titolo è in riferimento alla lettera di S. Giacomo». Nella foto «il gesto delle mani in primo piano – spiega la giuria –  esprime con efficacia il calore umano, “l’essere” del volontario e la relazione accogliente di un’intera comunità che si prende cura del malato nel tempo attuale caratterizzato dall’epidemia covid. L’immagine esprime conforto e cura che superano l’isolamento».

“La carità nella prossimità” dei volontari della Caritas parrocchiale di S. Giovanni Battista di Pula

Al terzo posto, la foto “La carità nella prossimità” dei volontari della Caritas parrocchiale di S. Giovanni Battista di Pula, scatto che «rappresenta la carità nella prossimità, la gioia del dare e del ricevere – spiegano gli stessi volontari -. Uno dei tanti servizi di consegna alimenti a domicilio alle persone svantaggiate; con il “bus amico”, grazie alla collaborazione tra la Caritas parrocchiale, l’amministrazione comunale, i commercianti del paese, la PGM Italia». Per la giuria, la foto «pone in evidenza la spontaneità dell’incontro, attraverso la dinamicità del movimento, degli sguardi e del sorriso;   esprime un giorno come tanti e l’unicità di una storia. È una valida rappresentazione della comunità ecclesiale tutta, in sinergia con l’Istituzione».

(Maria Chiara Cugusi – servizio comunicazione Caritas)

 

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