Categoria: Carità diocesana in rete

«Terre ritrovate» apre le porte: la bottega che fa rete tra produttori e comunità

È stata inaugurata questa mattina a Cagliari la prima bottega “Terre ritrovate”, nuovo spazio dedicato alle produzioni locali nato dal progetto promosso dalla Chiesa di Cagliari attraverso la Caritas diocesana e l’impresa sociale Lavoro insieme. L’iniziativa nasce da un percorso di collaborazione che ha messo in rete piccoli produttori sardi con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del territorio, sostenere le economie locali e creare nuove opportunità soprattutto nelle aree più fragili dell’Isola.

A tagliare il nastro del nuovo spazio è stato l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, che ha sottolineato il valore sociale del progetto: «Lo sviluppo nasce dalla collaborazione tra cittadini, istituzioni e territorio e si realizza attraverso il lavoro, non attraverso l’assistenza. Senza lavoro e senza una vera comunità anche il creato viene abbandonato. Come ricorda la Genesi, l’uomo è chiamato a coltivare, lavorare e custodire la terra».

Per l’arcivescovo, la nuova bottega rappresenta un esempio concreto di economia fondata sulla responsabilità e sulla solidarietà: «Crediamo in un lavoro che fa bene a chi produce, al territorio e promuove un consumo solidale fondato sulla qualità. Questa iniziativa mette al centro la persona, la natura e il bene comune».

Sulla stessa linea il direttore della Caritas diocesana, don Marco Lai, che ha evidenziato come il progetto non abbia una finalità esclusivamente assistenziale: «La nostra attenzione alla persona significa valorizzarla, permettere a ciascuno di esprimere le proprie capacità, la propria professionalità e creatività, contribuendo al bene comune. Si cammina assieme, si cresce assieme: questo è il senso di una comunità ecclesiale e civile».

La bottega riunisce oggi circa 50 aziende e propone oltre 300 prodotti, tutti caratterizzati da lavorazioni artigianali e da un forte legame con i territori di origine. Il progetto, nato nel Gerrei e successivamente esteso ad altre aree della Sardegna, punta a sostenere i piccoli produttori attraverso nuove occasioni di vendita, collaborazione e promozione.

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A Cagliari la prima bottega di “Terre Ritrovate”: Caritas e Impresa sociale Lavoro Insieme per un’economia di comunità

Nasce a Cagliari il primo spazio fisico di “Terre Ritrovate”, la rete che mette insieme produttori, comunità e cittadini con l’obiettivo di promuovere un nuovo modello di sviluppo sostenibile, fondato sulla valorizzazione delle produzioni locali e sulla cura dei territori.

La bottega, promossa nell’ambito del progetto portato avanti dalla Chiesa di Cagliari attraverso la Caritas diocesana di Cagliari, anima dello stesso progetto, e dall’Impresa sociale “Lavoro Insieme”, sarà inaugurata giovedì 9 luglio alle 10.30 in via Sant’Ignazio da Laconi 56/A. Lo spazio nasce come punto di riferimento per la rete, ma anche come luogo aperto alla città, dedicato all’incontro, alla conoscenza e alla partecipazione.

“Terre Ritrovate” rappresenta un’esperienza concreta di economia sociale, dove persone, lavoro, inclusione e risorse locali diventano elementi centrali di un percorso condiviso. L’iniziativa punta a creare nuove connessioni tra comunità e territori, sostenendo i produttori locali e promuovendo pratiche legate alla biodiversità, all’agricoltura sociale e alla cultura alimentare.

La collaborazione tra Caritas e Impresa sociale “Lavoro Insieme” dà forma a un modello in cui solidarietà, impresa e partecipazione si intrecciano per generare opportunità di sviluppo sostenibile. Un percorso che nasce dalla capacità della Caritas di accompagnare le situazioni di fragilità e dall’impegno dell’Impresa sociale nell’innovazione e nella valorizzazione delle risorse del territorio.

All’inaugurazione interverranno l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, l’assessore regionale dell’Agricoltura Francesco Agus, don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana di Cagliari, e i responsabili scientifici del protocollo Agris Caritas, da cui prende origine il progetto, Costantino Palmas e Marco Dettori.

La nuova bottega non sarà soltanto un luogo dedicato alla vendita dei prodotti della rete, ma un presidio permanente per raccontare il lavoro dei produttori, rafforzare le economie locali e consolidare il rapporto tra persone, territori e comunità. In programma anche degustazioni, laboratori e iniziative di approfondimento per promuovere una cultura della sostenibilità e della partecipazione.

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A Cagliari apre la prima bottega di Terre Ritrovate: un presidio di economia sostenibile e comunitaria

«La sfida dell’incontro»: a Quartu Sant’Elena una giornata dedicata all’accoglienza e all’integrazione

Venerdì 19 giugno, nello Spazio Michelangelo Pira di via Brigata Sassari a Quartu Sant’Elena, si terrà “La sfida dell’incontro”, iniziativa promossa in occasione della Giornata mondiale del rifugiato 2026.

L’evento è organizzato nell’ambito del progetto SAI San Fulgenzio dalla Chiesa di Cagliari, attraverso la Caritas diocesana e la Fondazione Caritas San Saturnino, in collaborazione con il Comune di Quartu Sant’Elena e l’Ufficio diocesano Migrantes.

L’iniziativa intende richiamare l’attenzione sul valore dell’accoglienza e sul ruolo fondamentale della comunità nei percorsi di integrazione delle persone migranti e rifugiate.

«È un’occasione importante – afferma l’Arcivescovo di Cagliari monsignor Giuseppe Baturi – per riflettere sulle politiche di accoglienza rivolte a quanti sono costretti a lasciare la propria terra perché la loro vita è minacciata da guerre, persecuzioni o gravi problemi interni ai Paesi di origine. Abbiamo bisogno di vie legali e sicure che garantiscano soccorso, assistenza e una reale cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti: le istituzioni pubbliche, il volontariato, la Chiesa e il terzo settore. Allo stesso tempo – precisa – siamo chiamati a guardare più da vicino la sofferenza di queste persone, costrette ad abbandonare la propria casa e la propria storia per cercare una speranza di vita, una maggiore sicurezza per sé e per i propri figli».

«L’accoglienza non è un’emergenza, ma una scelta strutturale di comunità che richiede corresponsabilità e partecipazione», sottolinea don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana di Cagliari e moderatore dell’incontro. «Siamo tutti, in qualche modo, chiamati a confrontarci con la sfida dell’incontro – aggiunge –. È questo il messaggio che accompagnerà l’evento, pensato per coinvolgere non soltanto operatori e addetti ai lavori, ma l’intera cittadinanza».

«Un buon sistema di accoglienza – sottolinea Lorena Cordeddu, esperta di politiche degli enti locali in materia di fenomeni migratori – dopo la prima basata sull’emergenza, può realizzarsi necessariamente con il coinvolgimento degli enti locali e delle comunità. I progetti per la seconda accoglienza di assistenza e di integrazione nei territori, finanziati dal Ministero dell’interno e rivolti agli enti locali, rappresentano quindi un’importante opportunità per le persone titolari di protezione internazionale. A ciò si aggiungono i percorsi di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati, e la loro presa in carico da parte dei servizi sociali comunali».

I lavori prenderanno il via alle ore 18 con i saluti del sindaco di Quartu Sant’Elena, Graziano Milia, dell’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, e di Giorgio Collu viceprefetto immigrazione di Cagliari, di Alfredo Fadda, parroco della parrocchia di Sant’Elena, di Enrico Porru, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes. A seguire, interverranno Lorena Cordeddu, esperta di politiche degli enti locali in materia di fenomeni migratori, e Gabriella Serra, coordinatrice del progetto SAI San Fulgenzio.

Alle 19.30 sarà dato spazio alle testimonianze di Reem Adnan e Seedya Conteh, protagonisti di significativi percorsi di protezione e inclusione.

La giornata sarà arricchita dalla mostra “Migranti, la sfida dell’incontro”, già presentata al meeting di Rimini e curata dal giornalista Giorgio Paolucci, e offrirà un’occasione di confronto sull’esperienza del SAI San Fulgenzio, impegnato da anni nell’accompagnamento delle persone rifugiate verso l’autonomia abitativa, lavorativa e sociale.

Nel corso della serata si svolgeranno inoltre le premiazioni del “Torneo dell’accoglienza”, competizione di calcio a 5 promossa come strumento di incontro, socializzazione e integrazione.

L’iniziativa si propone come un momento di riflessione e confronto sul tema delle migrazioni, evidenziando come l’accoglienza e l’integrazione rappresentino non solo una responsabilità condivisa, ma anche una preziosa risorsa per la crescita e la coesione dell’intera comunità.

(fonte Kalaritana Media/Diocesi di Cagliari)

8xmille, nella Diocesi di Cagliari oltre 2 milioni di euro per carità, pastorale e comunità

Oltre 2,1 milioni di euro destinati a sostenere la carità, la pastorale, le attività educative, la tutela del patrimonio ecclesiastico e numerosi interventi a favore delle persone più fragili. Sono i dati illustrati ieri mattina nella Sala Benedetto XVI della Curia arcivescovile di Cagliari durante l’incontro «Dove va l’8xmille», promosso dal Servizio diocesano del Sovvenire in collaborazione con l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e la Fondazione Kalaritana Media.

Ad aprire i lavori sono stati l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, e il direttore del Servizio diocesano del Sovvenire, don Alessandro Simula.

«Attraverso i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica – ha sottolineato l’Arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi – le comunità possono toccare con mano il valore concreto della corresponsabilità e della solidarietà. Ogni firma si trasforma in opere, servizi, sostegno alle persone più fragili, attenzione educativa, carità e cura del patrimonio che appartiene alla storia e all’identità del nostro territorio. Presentare quanto realizzato nella Diocesi di Cagliari significa raccontare non soltanto numeri o interventi, ma volti, storie e percorsi di speranza che ogni giorno prendono forma grazie alla generosità di tanti cittadini. È un segno di fiducia che diventa vicinanza concreta alle persone e alle comunità».

L’articolo completo sul sito della Diocesi di Cagliari

8xmille, nella Diocesi di Cagliari oltre 2 milioni di euro per carità, pastorale e comunità

14° CAMPO ESTIVO INTERNAZIONALE GIOVANILE “FAI LA DIFFERENZA”

Si svolgerà dal 2 al 9 agosto 2026 la quattordicesima edizione del campo estivo internazionale di formazione, servizio, condivisione e preghiera, organizzato dalla Caritas diocesana di Cagliari, in collaborazione con la Pastorale Giovanile, il Seminario Arcivescovile, i missionari Saveriani di Cagliari, la Pastorale Vocazionale e la Consulta diocesana degli organismi di carità Socio-assistenziali per la promozione umana.

Il campo, destinato ai ragazzi dai 16 ai 30 anni, si svolgerà nel Centro dei missionari Saveriani (via Sulcis 5, Cagliari) e si pone in continuità con le progettualità portate avanti durante l’anno per i giovani.

Il tema guida sarà quello dell’educazione alla mondialità, alla pace, al servizio e alla spiritualità.

Si tratterà di un’esperienza di vita comunitaria, all’insegna dell’amicizia e della fraternità, tra giovani provenienti da diversi paesi del mondo, finalizzata a far scoprire la bellezza della multiculturalità.  Essa proporrà momenti di volontariato nei servizi e nelle opere-segno della Caritas diocesana e di altre realtà di inclusione sociale, oltre a incontri di formazione con l’ascolto di testimonianze di chi si impegna nel concreto a vivere la solidarietà e la carità.

La partecipazione è gratuita previa prenotazione sino al raggiungimento dei posti disponibili. La scheda di iscrizione dovrà essere inviata a animazione@caritascagliari.it entro il 15 luglio 2026.

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio Caritas Area Giovani e Mondialità, via mons. Cogoni 9, Cagliari, tel. 070/52843238 cell. 3461459219, o consultare il sito www.caritascagliari.it e le pagine facebook e instagram: Caritas diocesana di Cagliari e Caritas Giovani Cagliari.

 

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