Categoria: Carità diocesana in rete
Caritas, prosegue il percorso di alta formazione
Una fede vissuta come missione, testimonianza concreta e promozione di dialogo quotidiano: questo il tema centrale della prima tappa del percorso di alta formazione della Caritas diocesana, lo scorso 22 gennaio, grazie alla testimonianza di mons. Thomas Habib, vescovo della Diocesi cattolica copta di Sohag, ospite della Diocesi cagliaritana. Al centro del suo intervento le sfide di una Chiesa minoritaria in un paese a maggioranza musulmana, impegnata non solo a costruire ponti, ma anche a portare avanti progetti a favore dei più bisognosi, sostenuti anche dalla Conferenza episcopale italiana. Tra questi, iniziative dedicate a donne e famiglie, come programmi di microcredito per favorire l’autonomia, e progetti per i giovani, per educarli a una cultura dell’incontro. «Il nostro impegno quotidiano – ha sottolineato mons. Habib – è trasformare la chiusura in dialogo, la paura in speranza, una Chiesa difensiva in una Chiesa capace di testimoniare, contribuendo al bene dell’intera società. L’Egitto ha una lunga storia di convivenza: qui il cristiano non è ospite, ma cittadino. L’autentico dialogo e l’incontro con gli altri rappresentano il fondamento della nostra vita in un contesto musulmano».
Una testimonianza inserita in un cammino formativo «segnato dalla speranza, dalla carità e dalla testimonianza di fede – spiega il direttore Caritas don Marco Lai – La prima tappa ci ha permesso di allargare lo sguardo a realtà culturali e religiose diverse dalla nostra, nell’ambito di una carità aperta al mondo. Il titolo stesso del percorso “La trasmissione della fede: evangelizzare nella carità”, ci ricorda che la pastorale della carità ha tra i suoi compiti fondamentali quello di evangelizzare, ponendo al centro gli ultimi. La carità non è un elemento accessorio – continua – ma una dimensione intrinseca del Battesimo e della vita ecclesiale. E questa impostazione si inserisce nel solco del Magistero della Chiesa, richiamando l’invito di Papa Leone XIV a rimettere la fede nelle vene dell’intera umanità, promuovendo una visione integrale della persona e della comunità».
Le prossime tappe del percorso – organizzato in collaborazione con la Consulta diocesana degli organismi socio – assistenziali di carità e per la promozione umana – si svolgeranno alle 15.30 nell’aula magna del Seminario arcivescovile di Cagliari (via mons. Cogoni 9). Il 26 febbraio si terrà l’incontro “Fede e carità”, guidato dall’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi, che approfondirà il legame tra fede e carità nella vita della comunità cristiana, in continuità con i precedenti incontri di spiritualità per gli operatori della carità e con l’esortazione apostolica Dilexi te di Papa Leone XIV. La terza tappa, il 26 marzo, sarà dedicata a “Fede e carità in una società secolarizzata e plurale” e vedrà la relazione di padre Enrico Deidda, con l’obiettivo di riflettere sul ruolo dei cristiani in un contesto culturale complesso e in continuo cambiamento. L’ultima tappa, l’8 maggio, prevede un doppio appuntamento: la mattina sarà dedicata alle scuole e collegata alla mostra itinerante “Profezie per la pace”, e nel pomeriggio si svolgerà il convegno diocesano per adulti, con momenti di confronto sui temi della pace e della riconciliazione. La mostra, presentata al Meeting di Rimini, prenderà il via a metà marzo e «vuole essere itinerante – spiega don Lai – nelle parrocchie e nei luoghi significativi della nostra vita diocesana. Non si concentra tanto sulle immagini quanto sulle testimonianze di profeti di pace: uomini e donne che hanno perso la vita in contesti di conflitto, per mostrare il valore del perdono e della pace come percorso possibile».
Maria Chiara Cugusi
(pubblicato su Kalaritana Avvenire)
Al via il percorso formativo “La trasmissione della fede: evangelizzare nella carità”
Anche quest’anno, la Diocesi propone il percorso di alta formazione dal titolo “La trasmissione della fede: evangelizzare nella carità”, articolato in quattro tappe che uniscono riflessione spirituale, azione sociale e testimonianza concreta della carità cristiana. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Consulta diocesana degli organismi di carità socio-assistenziali e per la promozione umana.
«Il titolo stesso – sottolinea il direttore della Caritas, don Marco Lai – ci ricorda che la pastorale della carità non si limita all’assistenza, ma ha come obiettivo principale l’evangelizzazione, mettendo al centro i poveri. È un modo concreto di trasmettere la fede, educare alla responsabilità sociale e testimoniare la nostra presenza nel mondo. Come ricorda Papa Leone XIV, occorre “mettere la fede nelle vene dell’umanità intera”, in una visione di umanità integrale».
Tutte le tappe del percorso si svolgeranno alle ore 15.30 nell’Aula Magna del Seminario Arcivescovile di Cagliari (via Mons. Cogoni, 9).
- Prima tappa – giovedì 22 gennaio: “Fede e carità in un paese non cristiano”, con Mons. Thomas Habib, vescovo egiziano. L’incontro approfondirà la dimensione mondiale della Chiesa, il mandato alla promozione della pace e dei microprogetti umanitari, evidenziando le difficoltà dei cattolici in contesti di marginalità o persecuzione. La visita del vescovo comprenderà anche incontri con studenti universitari e realtà locali
- Seconda tappa – lunedì 26 febbraio: “Fede e carità”, guidata da mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, per approfondire il legame tra fede e carità nella vita della comunità cristiana, in continuità con gli incontri precedenti e con l’esortazione apostolica Dilexi te di Papa Leone XIV
- Terza tappa – martedì 26 marzo: “Fede e carità in una società secolarizzata e plurale”
- Quarta tappa – venerdì 8 maggio. Doppio appuntamento: la mattina sarà dedicata alle scuole e collegata alla mostra itinerante “Profezie per la pace”, mentre nel pomeriggio si svolgerà il convegno diocesano per adulti, con laboratori e momenti di confronto sui temi della pace e della riconciliazione. La mostra, che prenderà il via a metà marzo, «vuole essere itinerante – spiega don Lai – nelle parrocchie e nei luoghi significativi della vita ecclesiale. Non si concentra tanto sulle immagini quanto sulle testimonianze di profeti di pace: uomini e donne che hanno perso la vita in contesti di conflitto, per mostrare il valore della riconciliazione e della pace come percorso possibile».
Il 18 gennaio la XXXIX Marcia della Pace a Macomer
Si terrà a Macomer il 18 gennaio la XXXIX Marcia della Pace, organizzata dalla Delegazione regionale Caritas Sardegna in collaborazione con il CSV Sardegna Solidale. Quest’anno, alla macchina organizzativa si uniscono anche la Diocesi di Alghero-Bosa e il Comune di Macomer.
Il tema della marcia sarà: “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”, richiamando il messaggio di Papa Leone XIV per la LIX Giornata Mondiale della Pace.
Tutti sono invitati a partecipare per riflettere e parlare di pace. Sono attesi rappresentanti delle autorità regionali e locali, delle associazioni, delle Caritas diocesane e della Caritas Sardegna, del mondo della scuola e del volontariato, sacerdoti, laici e laiche, religiosi e religiose, famiglie e tutta la comunità.
La marcia vuole essere un momento di riflessione su come affrontare la spirale di odio che genera conflitti nel mondo e influenza negativamente le relazioni tra le persone.
“Abbiamo compreso da tempo che solo disarmando la guerra dentro di noi, nelle nostre comunità e nelle nostre famiglie possiamo aspirare a una pace autentica – afferma il comitato promotore – Una pace che sia giustizia anche per la nostra Sardegna, terra di contraddizioni, di sperimentazioni belliche, di costruzione di armi e di speculazioni energetiche, dove molte persone non hanno accesso a diritti fondamentali come salute, lavoro e vita dignitosa. I problemi del nostro microcosmo sono legati a quelli del macrocosmo: è per questo che è importante riscoprire motivazioni autentiche di impegno civile, non estemporaneo ma radicale e continuativo”.
Il messaggio di Papa Leone invita a interrogarci: Come abitare un tempo di destabilizzazione e di conflitti liberandosi dal male? È fondamentale sostenere ogni iniziativa spirituale, culturale e politica che tenga viva la speranza, contrastando atteggiamenti fatalistici che fanno sembrare le dinamiche in atto fuori dal controllo umano. Con il desiderio di non rassegnarci alla violenza e alla guerra, pregheremo insieme, cammineremo insieme e condivideremo la speranza, dicendo no all’odio e scegliendo una cultura di giustizia, legalità e pace.
La marcia sarà presieduta da S.E. Mons. Mauro Maria Morfino, vescovo di Alghero-Bosa. Parteciperanno anche S.E. Mons. Antonello Mura, Presidente della Conferenza Episcopale Sarda, e altri vescovi della Sardegna.
Il percorso si concluderà nella chiesa della B.V. Maria Regina delle Missioni, dove si terrà una veglia di preghiera presieduta dal Cardinale Dominique Joseph Mathieu, Arcivescovo di Teheran-Ispahan dei Latini in Iran.
Programma:
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Ore 15:00: Raduno presso la Chiesa B.V. Maria Regina delle Missioni
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Ore 15:30: Partenza della marcia, itinerario: via Toscana – Piazza S. Antonio – via Gramsci – via Castelsardo – via Emilio Lussu – viale Pietro Nenni – viale Sant’Antonio – via Umbria – Piazza Italia – via Emilia
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Arrivo: Chiesa B.V. Maria Regina delle Missioni
Leggi l’appello del Comitato Promotore sul sito della Caritas regionale
«Casa Sant’Anna»: una nuova speranza per le donne fragili
Restituire dignità attraverso una casa dove sentirsi accolte e amate: questo è l’obiettivo della nuova Casa di accoglienza “Sant’Anna” – uno dei segni giubilari diocesani – destinata a donne senza dimora e con diverse forme di fragilità, e inaugurata questa mattina alla presenza dell’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi.
«Questa struttura – ha detto l’arcivescovo – nasce come luogo di fraternità e accoglienza, pensata non solo come ricovero temporaneo, ma come una vera casa. Qui le persone possono trovare sostegno nei loro bisogni e accompagnamento nello sviluppo delle proprie potenzialità».
Il progetto – ha ricordato mons. Baturi – rappresenta un segno concreto di pace e unità, frutto della collaborazione tra la Diocesi, la Caritas diocesana, la Fondazione San Saturnino, la Caritas carmelitana, la Famiglia Vincenziana attraverso l’Associazione Centro di accoglienza San Vincenzo, e con il sostegno dell’amministrazione comunale.
«È un’alleanza tra istituzioni e realtà sociali – ha aggiunto l’arcivescovo – un segno di speranza e rinascita per la città di Cagliari, basato sulla solidarietà e sulla collaborazione».
Presenti all’inaugurazione anche il parroco della Chiesa del Carmine, don Giuseppe Basile, l’assessora alle politiche sociali del Comune di Cagliari, Anna Puddu. La Casa, operativa dai primi di gennaio, accoglierà sette donne, senza dimora e con diverse fragilità. Suor Anna Cogoni (responsabile della Casa) insieme alle educatrici, si occuperà del loro accompagnamento.
«Questa Casa – spiega suor Anna Cogoni – messa a disposizione dall’arcivescovo all’Associazione Centro di Accoglienza San Vincenzo, nasce per dare risposte concrete a un’esigenza fortemente emersa dal nostro Sportello di ascolto per donne vittime di violenza e per offrire una concreta possibilità di rinascita: un luogo dove sentirsi accolte, volute bene, finalmente a casa. L’obiettivo sarà quello di aiutare queste donne a ritrovare fiducia, autonomia e dignità. Ogni percorso sarà personalizzato, perché ciascuna ha una storia, delle ferite e talenti da riscoprire e valorizzare».
Maria Chiara Cugusi
(pubblicato su https://www.kalaritanamedia.it/casa-santanna-una-nuova-speranza-per-le-donne-fragili)
lI 27 dicembre sarà inaugurata la nuova casa di accoglienza per donne fragili
Sabato 27 dicembre, alle ore 10, monsignor Giuseppe Baturi parteciperà all’inaugurazione della nuova casa di accoglienza per donne in condizioni di fragilità, situata in via Malta a Cagliari.
La struttura è nata come iniziativa giubilare promossa dall’Arcidiocesi di Cagliari, attraverso la Caritas diocesana, con l’obiettivo di offrire un luogo sicuro di ascolto, sostegno e accompagnamento per donne che vivono situazioni di fragilità.
Accanto all’Arcivescovo saranno presenti don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana, e suor Anna Cogoni, che seguirà da vicino il percorso di accoglienza e supporto delle ospiti.
Durante l’incontro saranno presentati il progetto e i servizi offerti dalla struttura, pensati per favorire percorsi di autonomia, inclusione e reinserimento sociale. A seguire, è previsto un momento dedicato alle testimonianze, per dare voce alle esperienze e ai percorsi di speranza resi possibili grazie all’impegno della comunità ecclesiale.
L’inaugurazione si inserisce nel cammino dell’Anno Giubilare come segno concreto di una Chiesa che sceglie di farsi prossima, ponendo al centro la dignità della persona e la cura delle situazioni di maggiore vulnerabilità.
(fonte Diocesi Cagliari)










