Categoria: Carità diocesana in rete
«Dove va l’8xmille»: opere e progetti nella Diocesi di Cagliari
Si terrà venerdì 29 maggio 2026, alle ore 10, presso la Sala Benedetto XVI della Curia Arcivescovile (via Monsignor Cogoni 9, Cagliari), l’incontro «Dove va l’8xmille: opere e progetti nella Diocesi di Cagliari», dedicato alla presentazione delle attività realizzate sul territorio grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica.
Nel corso dell’appuntamento saranno illustrati i principali interventi portati avanti grazie alle risorse dell’8xmille nei diversi ambiti, tra cui il sostegno alle persone in difficoltà, le attività caritative, la tutela del patrimonio culturale e l’edilizia di culto. L’obiettivo è raccontare l’impatto concreto di questi fondi nella vita delle comunità locali.
L’iniziativa è promossa dal Servizio diocesano per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica (Sovvenire), in collaborazione con l’Ufficio diocesano delle Comunicazioni sociali e la Fondazione Kalaritana Media.
Dopo i saluti di monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, e di don Alessandro Simula, direttore del Servizio diocesano Sovvenire, interverranno don Giuseppe Camboni, vicario episcopale per l’amministrazione dei beni temporali della Chiesa, don Mario Pili, direttore dell’Ufficio tecnico per l’edilizia di culto e i beni culturali e don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana. I lavori saranno coordinati dalla giornalista Maria Chiara Cugusi, vicedirettrice del Servizio diocesano Sovvenire.
Inaugurato il Centro di accoglienza «Nostra Signora del Carmine»
Nel pomeriggio è stato inaugurato il nuovo Centro di accoglienza «Nostra Signora del Carmine», realizzato dalla Caritas diocesana all’interno dell’omonima parrocchia a Cagliari. Si tratta di un segno concreto di una Chiesa impegnata in prima linea nel rispondere all’emergenza abitativa, promuovendo al contempo percorsi di accompagnamento a lungo termine verso l’autonomia e il riscatto personale.
Il progetto, del valore complessivo di 100 mila euro, è stato finanziato per il 60% attraverso i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica e per il 40% grazie al contributo di una donatrice privata. L’intervento ha riguardato la ristrutturazione e la riconfigurazione degli spazi, ora destinati all’accoglienza.
All’inaugurazione era presente l’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi, che ha sottolineato il valore umano e spirituale dell’iniziativa: «Si apre la possibilità di offrire un contributo diverso, qualcosa di nuovo rispetto a ciò a cui siamo stati abituati: attenzione, premura, cura – ha detto –. Sono nomi concreti dell’amore, della gentilezza, del rispetto. Tutti cercano una casa, ma non solo un posto letto: cercano un luogo in cui essere accolti, dove sperimentare la misericordia, che è concreta, affettiva ed effettiva». L’arcivescovo ha inoltre richiamato l’importanza della collaborazione tra realtà ecclesiali e istituzioni: «La libertà della Chiesa si esprime nella capacità di operare insieme agli altri per il bene della persona».
Il centro, nato nell’ambito di un più ampio percorso di co-programmazione e co-progettazione con il Comune di Cagliari, dispone di 18 posti e di operatori dedicati. Il modello organizzativo è pensato per rispondere sia all’accoglienza notturna sia all’accompagnamento sociale delle persone ospitate.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio protocollo di collaborazione che coinvolge l’Arcidiocesi di Cagliari, l’Ordine dei Carmelitani, la Caritas carmelitana in Italia, la parrocchia Nostra Signora del Carmine e la Fondazione Caritas San Saturnino. Nei mesi scorsi l’accordo ha già portato all’apertura della Casa di accoglienza Sant’Anna, destinata a donne fragili e gestita insieme alle Suore Figlie della Carità.
Si tratta dell’ottavo centro di accoglienza a bassa soglia promosso dalla Chiesa diocesana, per un totale di circa 150 posti letto, a cui si aggiunge il servizio di accoglienza invernale. Un sistema articolato di interventi a sostegno delle persone in condizione di grave marginalità.
«Si tratta di una Chiesa che continua ad accogliere e accompagnare i poveri, in uno spirito di corresponsabilità e collaborazione con le istituzioni e il terzo settore – ha spiegato il direttore della Caritas, don Marco Lai –. L’obiettivo più ampio è accompagnare gli ospiti in percorsi di recupero dell’autonomia personale e sociale, capaci di restituire dignità e fiducia nel futuro. Circa il 35% delle persone accolte ogni anno riesce a raggiungere una condizione di autonomia».
«Fa parte del carisma carmelitano l’attenzione alle persone fragili e umili – ha aggiunto il parroco padre Giuseppe Basile –. Questo centro nasce proprio con l’obiettivo di accompagnare chi vive ai margini, promuovendo dignità e percorsi di riscatto».
Presente anche l’assessora alla Salute e al benessere del Comune di Cagliari, Anna Puddu, che ha evidenziato il valore sociale dell’iniziativa: «Un ulteriore tassello nell’impegno dell’amministrazione comunale per dare risposte concrete all’emergenza abitativa, affinché nessuno resti in strada. È fondamentale garantire non solo posti letto, ma anche percorsi di vita, emancipazione e progettualità personalizzate».
(Fonte Kalaritana Media)
A Cagliari apre il nuovo Centro di accoglienza «Nostra Signora del Carmine»
Sarà inaugurato lunedì 11 maggio alle ore 17 in via Malta 28 a Cagliari il nuovo Centro di Accoglienza “Nostra Signora del Carmine” dormitorio di bassa soglia realizzato, all’interno della parrocchia di Nostra Signora del Carmine, dalla Caritas diocesana. La struttura offrirà accoglienza notturna a 18 persone senza dimora e rappresenta una nuova opera segno promossa dalla Diocesi nel percorso di contrasto alla povertà e all’emarginazione sociale.
Il progetto nasce nell’ambito della co-progettazione e co-programmazione con il Comune di Cagliari ed è frutto di un protocollo sottoscritto dall’Arcidiocesi di Cagliari, dall’Ordine Carmelitano in Italia, dalla Parrocchia N.S. del Carmine e dalla Fondazione Caritas San Saturnino Onlus.
Il nuovo Centro si inserisce in un più ampio percorso di solidarietà portato avanti dalla Chiesa diocesana che vede coinvolte istituzioni civili, realtà ecclesiali e associazioni del territorio in uno spirito di corresponsabilità e prossimità verso i più fragili.
L’obiettivo del Centro – realizzato anche grazie ai fondi 8xmille alla Chiesa cattolica – non è soltanto offrire un posto letto per la notte, ma accompagnare le persone verso un percorso di recupero dell’autonomia personale e sociale grazie all’impegno integrato di operatori, educatori, professionisti e volontari.
Il nuovo Centro si aggiunge alla rete di strutture di accoglienza coordinate dalla Caritas diocesana nel territorio cittadino, e alle collaborazioni attive con diverse realtà, tra cui le suore vincenziane, l’associazione Donne al Traguardo e Ozanam.
Saranno presenti all’inaugurazione l’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi, il direttore della Caritas diocesana don Marco Lai, il parroco di N.S.del Carmine padre Giuseppe Basile, l’assessora alla salute e al benessere delle cittadine e dei cittadini Anna Puddu.
Convegno conclusivo Caritas 2026: «Storie di fede e profezie per la pace»
Si avvia alla conclusione il percorso formativo 2026 promosso dalla Caritas diocesana, in collaborazione con la Consulta diocesana degli organismi socio-assistenziali di carità e per la promozione umana, dedicato alla “trasmissione della fede ed evangelizzazione nella carità”.
L’8 maggio, nell’aula magna del Seminario arcivescovile, si terrà la quarta e ultima tappa, dal titolo “Storie di fede e profezie per la pace”. Il momento centrale della giornata sarà il convegno del pomeriggio, in programma dalle 15.30, rivolto in particolare agli adulti impegnati nel volontariato e pensato come spazio di approfondimento, confronto e testimonianza. Ci saranno gli interventi dell’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi, di César Essayan, vicario apostolico di Beirut per i cattolici di rito latino, di don Simon Zakerian, superiore salesiano dell’Ispettoria “Gesù adolescente” del Medio Oriente (video testimonianza), che offriranno uno sguardo diretto sulle realtà del Libano e del Medio Oriente, tra difficoltà e segni concreti di speranza.
La giornata si aprirà al mattino (dalle ore 9) con un primo momento rivolto a ragazzi e studenti, sui temi che saranno poi sviluppati nel convegno pomeridiano.
«Vogliamo leggere la nostra realtà alla luce di uno sguardo più ampio, quello del Libano e del Medio Oriente – afferma il direttore Caritas don Marco Lai – territori segnati da guerra e sofferenza, ma anche da testimonianze vive di speranza e da un forte desiderio di pace e riconciliazione».
Nel corso del pomeriggio sarà inoltre presentata la mostra “Profezie per la pace”, già ospitata in parrocchie e scuole, che sarà esposta anche presso la Casa circondariale di Uta.
L’evento conclusivo rappresenta il punto di arrivo di un cammino che, lungo tutto il 2026, ha approfondito il legame tra fede e carità, indicando nella concretezza delle opere il luogo privilegiato dell’annuncio cristiano.
Il percorso, avviato lo scorso gennaio, ha proposto incontri e testimonianze significative, tra cui quella di mons. Thomas Habib, vescovo copto-cattolico in Egitto, offrendo spunti di riflessione su una carità capace di diventare autentico luogo di evangelizzazione nella vita quotidiana.
«L’obiettivo – conclude il direttore Caritas – è annunciare il Vangelo attraverso storie e voci concrete, capaci di leggere la complessità della realtà attuale e promuovere giustizia e pace».
(articolo pubblicato su Kalaritana Media)














