Categoria: Notizie

Natale alla Caritas: mons. Baturi ha celebrato con operatori e volontari

Ieri sera, nella cappella del Centro di solidarietà Giovanni Paolo II, l’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi ha presieduto la celebrazione di Natale dedicata agli operatori e ai volontari della Caritas diocesana.

Nell’omelia, mons. Baturi ha invitato a vivere il Natale come un’esperienza di memoria e amore. L’Eucaristia, ha spiegato, è il sacramento della vita e della carità: ci ricorda che possiamo amare solo ciò che percepiamo, ciò che diventa presente tra le persone e nella memoria delle nostre vite.

Rileggendo il Natale, l’arcivescovo ha sottolineato l’importanza dell’attesa: Maria attende il compimento delle promesse di Dio, così come ciascuno di noi è chiamato a vivere la speranza, l’accoglienza e la gioia per la presenza di Dio nella vita quotidiana.

Infine, mons. Baturi ha richiamato il cuore del messaggio cristiano: i poveri non sono solo una categoria sociale, ma la carne di Cristo. Annunciare l’incarnazione significa incontrare chi ha bisogno e tradurre questa esperienza in una carità concreta e quotidiana.

(fonte Kalaritana Media)

Pace, dialogo e fraternità: l’arcivescovo ha incontrato le comunità immigrate

Una mattinata all’insegna della pace, dialogo e fraternità: si è svolto oggi l’incontro tra l’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi e le comunità immigrate presenti nel territorio diocesano, nell’ambito dell’iniziativa promossa dalla Caritas in collaborazione con l’Ufficio Migrantes. «La nostra è una città che accoglie e ospita realtà diverse – ha affermato l’arcivescovo – ma spesso è come se la vita si svolgesse su piani paralleli che non comunicano tra loro. Questo incontro nasce dal desiderio di favorire la coesione, di costruire l’idea di una casa comune e di promuovere una partecipazione corale alla vita della città, vissuta come unico destino e unica vocazione».

Sullo sfondo, il grande tema della pace e l’invito alla fraternità e alla costruzione di un “noi” comunitario, un’urgenza resa ancora più forte dagli attuali conflitti e dalle divisioni che attraversano il mondo. In vista del Natale, l’arcivescovo ha ricordato l’invito a farsi prossimi di chi ha bisogno di speranza e amicizia. «In un tempo segnato dal turbamento – ha aggiunto –  e dalle numerose guerre che insanguinano il mondo, incontrare queste comunità significa anche accendere una piccola fiammella di luce in un buio che spesso genera incertezza e paura».

«Un incontro che nasce dal desiderio di conoscere e di farci conoscere – ha sottolineato il direttore della Caritas, don Marco Lai – e che si inserisce nel solco di una cultura del dialogo e dell’accoglienza».

Numerosi i partecipanti: dalla comunità ucraina a quelle africane – tra cui quelle nigeriana, senegalese e congolese  – fino alle comunità palestinese, bengalese e quelle provenienti dall’America latina. Presenti anche varie realtà impegnate nei percorsi di integrazione, tra cui la Comunità di Sant’Egidio di Cagliari, l’associazione Arcoiris, le operatrici dei progetti Elen Joy e del COSAS, oltre ai rappresentanti del Coordinamento delle diaspore in Sardegna e ai sacerdoti che accompagnano le varie comunità di immigrati presenti nella Diocesi.

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Pace, dialogo e fraternità: l’arcivescovo ha incontrato le comunità immigrate

Il 21 dicembre il Concerto di Natale a favore delle mense dei poveri della Diocesi

Domenica 21 dicembre alle 19.30 nell’Auditorium del Conservatorio di Cagliari (piazza Porrino 1) si svolgerà il Concerto di Natale dell’Orchestra sinfonica del Conservatorio “G. Pierluigi da Palestrina”, promosso dall’Arcidiocesi di Cagliari – attraverso la Caritas diocesana – e dal Conservatorio di Cagliari, in collaborazione con MEIC, Sardegna grandi eventi, Lions, Rotary Club Cagliari nord, l’A.C.I.T. Associazione culturale italo – tedesca di Cagliari.

L’iniziativa, a cui sarà presente anche l’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi, è finalizzata al sostegno delle mense per i poveri della Diocesi di Cagliari. «Anche quest’anno – spiega il direttore della Caritas diocesana don Marco Lai –  vogliamo esprimere un “noi” di solidarietà attraverso una rete che vede coinvolte tante realtà, in un’attenzione comune verso i più fragili.  Il ricavato dell’iniziativa – continua –  sarà destinato alle nostre mense diocesane, quella della Caritas, quelle del Buon Pastore, del Viandante, della Caritas parrocchiale di Elmas e al Centro cottura solidale di Settimo San Pietro, che, grazie al loro incessante impegno, riescono nel complesso a dare risposte a circa 800 persone bisognose».

«È con grande gioia – commenta Aurora Cogliandro, direttore del Conservatorio di Musica di Cagliari – che per il secondo anno consecutivo organizziamo insieme alla Caritas, al Rotary, ai Lyons e al Comitato grandi Eventi, il Concerto di Natale con la nostra Orchestra Sinfonica e i giovani direttori d’orchestra che presenteranno un programma vario e interessante. Questo è certamente un concerto speciale: studenti e professori saranno protagonisti di un gesto di solidarietà, concreto, reso attraverso l’arte. Vi aspettiamo numerosi e sarà una festa!».

È possibile acquistare i biglietti fino a poco prima dell’inizio del Concerto nell’Auditorium del Conservatorio di Cagliari.  L’ingresso è previsto tramite erogazione liberale a partire da 20 euro, come segno concreto di condivisione nel tempo del Natale. Per informazioni e vendita dei biglietti è inoltre  possibile rivolgersi alla Caritas diocesana, in via Ospedale 8, tel. 346 145 9219. Si può sostenere l’iniziativa anche tramite bonifico all’Arcidiocesi di Cagliari – Caritas diocesana, IBAN IT26V0306909606100000070158.

(fonte Ufficio stampa Diocesi Cagliari)

 

Presentato il XV Dossier Caritas. Baturi: «La carità ha bisogno di gesti»

Mettere in dialogo le proposte della Chiesa, degli enti locali e degli organismi socio-assistenziali non è solo una necessità ecclesiale, ma anche un contributo concreto alla società civile e alle politiche sociali. Questo è il messaggio emerso dal XV Dossier della Caritas diocesana, presentato questa mattina nei locali della ex Manifattura a Cagliari. Il volume è il frutto di un percorso di coprogettazione che ha coinvolto la Chiesa, la Consulta degli organismi socio-assistenziali, le amministrazioni locali e numerosi soggetti del territorio.

Nel suo intervento, l’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi ha spiegato il significato del titolo dell’iniziativa: “La trasmissione della fede. Evangelizzare nella carità. Mettere Cristo nelle vene dell’umanità” (Papa Leone XIV). La missione della Chiesa, ha sottolineato, non consiste nell’esercitare potere, ma nel portare Cristo dentro le ferite, i desideri e le domande più profonde dell’uomo. “Da questo incontro nasce sempre un mondo nuovo”, ha aggiunto.

«La carità non è un elemento accessorio della fede né uno strumento politico», ha continuato mons. Baturi. «Accogliere i poveri significa accogliere Cristo stesso. Per questo la carità rappresenta una via privilegiata di evangelizzazione, fatta di gesti concreti e quotidiani». Essa – ha spiegato – nasce dall’incontro e dalla relazione: non si tratta solo di servizi, ma di offrire speranza.

L’arcivescovo ha inoltre richiamato il principio di sussidiarietà e il ruolo della politica, chiamata a costruire un’“architettura sociale” capace di valorizzare le differenze e di operare scelte responsabili per il bene comune.

Il direttore della Caritas, don Marco Lai, ha ricordato il senso del Dossier: raccontare l’azione della Chiesa in rete con le altre realtà territoriali, in un’ottica di co-programmazione e co-progettazione, all’interno di una visione di welfare comunitario e generativo e in un cammino condiviso verso il bene comune.

Durante l’incontro sono stati presentati anche i dati del Dossier 2025 su povertà ed esclusione sociale, illustrati da Franco Manca, responsabile del Centro studi della Caritas diocesana. Nel 2025, le persone assistite dalla Caritas di Cagliari sono state 5.730, oltre duecento in più rispetto all’anno precedente, con una sostanziale parità tra uomini e donne.

Il Centro diocesano di assistenza resta il principale punto di riferimento. La maggior parte degli assistiti è di nazionalità italiana o proveniente dall’Unione Europea, ma cresce il numero di apolidi e cittadini extra UE, soprattutto dall’Africa. Si registra anche un aumento della presenza dei giovani tra i 15 e i 34 anni, mentre gli over 65 diminuiscono leggermente.

La maggior parte delle persone vive con familiari o da sola e oltre l’80% dichiara di avere una dimora stabile, anche se cresce il numero di chi non dispone di un punto d’appoggio fisso. Persistono bassi livelli di istruzione e alti tassi di disoccupazione. Le principali cause di disagio continuano a essere reddito insufficiente e mancanza di lavoro. Oltre il 90% delle richieste riguarda beni e servizi essenziali, ma si registra anche un aumento del bisogno di ascolto, segnale di una solitudine sempre più diffusa.

(fonte Kalaritana Media)

Il 20 dicembre l’iniziativa “È Natale, il Vescovo incontra gli immigrati e le loro comunità nazionali e religiose”

Sabato 20 dicembre 2025, dalle ore 9 nell’aula magna della Curia arcivescovile (via mons. Cogoni 9) a Cagliari, l’arcivescovo di Cagliari mons. Giuseppe Baturi incontrerà le comunità di immigrati presenti nel territorio diocesano nell’ambito dell’iniziativa “È Natale, il Vescovo incontra gli immigrati e le loro comunità nazionali e religiose”.

L’iniziativa, organizzata dalla Chiesa di Cagliari, attraverso la Caritas diocesana in collaborazione con l’Ufficio diocesano Migrantes, vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle principali comunità straniere, nell’ottica dell’integrazione e della promozione di una cultura del dialogo e dell’accoglienza.

«Questa giornata – sottolinea il direttore della Caritas diocesana don Marco Lai – mira a rafforzare  quel senso comunitario del “noi”, tante volte richiamato dal nostro arcivescovo mons. Baturi, in una dimensione di incontro e conoscenza reciproca. Il senso profondo è quello di riscoprirsi tutti uguali nella dignità di figli di Dio, per intraprendere le vie della giustizia, della fraternità e della pace. Un segno di luce nell’attuale contesto internazionale segnato da t anti conflitti, divisioni e sofferenze».