Il teatro come spazio di rinascita, espressione e riscatto sociale. È questo il cuore di “Ciò che resta”, lo spettacolo della compagnia I SognAttori che conclude il laboratorio di teatro sociale inserito nel progetto “Riprendere il cammino”, promosso dalla Caritas diocesana e dedicato a persone in condizioni di fragilità abitativa, economica e sociale.
Giunto alla seconda edizione, il progetto – sostenuto dai fondi 8xmille della CEI – punta a favorire percorsi di inclusione socio-lavorativa attraverso interventi mirati: dal supporto all’inserimento lavorativo alla valorizzazione delle competenze personali, fino alla riconquista dell’autonomia.
Lo spettacolo rappresenta l’esito di un percorso condiviso fatto di ascolto, fiducia e partecipazione attiva. I protagonisti, portatori di vissuti complessi spesso segnati dalla perdita della casa e da situazioni di marginalità, hanno trovato nel teatro un luogo sicuro in cui dare voce alla propria esperienza e riscrivere, almeno in parte, il proprio percorso.
Sul palco, le storie personali diventano narrazione collettiva: le fragilità si trasformano in racconto e occasione di incontro con il pubblico. Ne emerge uno sguardo autentico sulla marginalità, lontano dagli stereotipi e capace di restituire profondità e dignità alle persone.
Il teatro si conferma così uno strumento efficace di inclusione sociale, in grado di creare legami, abbattere barriere e generare nuove possibilità.
L’appuntamento è aperto alla cittadinanza domenica 26 aprile alle ore 18 al Teatro di Sant’Eulalia: un’occasione per conoscere da vicino il progetto e lasciarsi coinvolgere da un’esperienza di coraggio e rinascita.